Viaggio al centro di Cuba parte 1 – Info utili + L’Avana

Odio i post di viaggio con incipit lunghissimi, vagamente sognanti e assolutamente non necessari per il lettore: “l’odore della salsedine… le emozioni di scoprire un nuovo angoletto di mondo… viaggiare ti arricchisce…”. Grazie lo so, adesso passiamo al sodo e dimmi cosa hai fatto e dove hai mangiato. Perciò in questa prima parte del mio post su Cuba parto subito a bomba con i consigli generali per il viaggio e quelli specifici per l’Avana (mentre la seconda parte la trovate qui e parla di Cienfuegos, Trinidad e Santa Clara).

INFORMAZIONI GENERALI

Ho visitato Cuba col mio ragazzo dal 12 al 24 aprile; se per il volo ce la siamo cavata da soli prenotandolo tramite il sito di Iberia, per alcuni documenti relativi al viaggio e gli alloggi ci siamo rivolti all’agenzia Pampero Viaggi – trovata scandagliando lnternet -, la quale propone diversi tour di Cuba. Noi abbiamo scelto quello classico con L’Avana, Cienfuegos, Trinidad e Santa Clara (10 giorni), decidendo inoltre di aggiungere 2 giorni in più di mare a Cayo Santa Maria.

Documenti: oltre al passaporto, sono obbligatori il visto turistico (valido 30 giorni) e una polizza di viaggio medico sanitaria. Noi li abbiamo presi appunto tramite l’agenzia di viaggi (volendo il visto si può anche prendere all’ambasciata cubana) pagando 55 € per entrambi.

Alloggi: abbiamo sempre soggiornato nelle casas particulares gestite dai locali ma consigliateci dall’agenzia, alla quale abbiamo versato una piccola commissione prima di partire, mentre abbiamo pagato le camere direttamente sul posto. La somma per le camere si aggira sui 20 CUC a notte (non a testa eh! Per entrambi!), prezzo in cui non è inclusa la colazione, che di solito costa 4 CUC, 5 se volete aggiungere le uova oppure prosciutto e formaggio. Tramite Booking abbiamo invece prenotato il resort Starfish a Cayo Santa Maria.

Spostamenti: ci sono varie opzioni per spostarsi a Cuba. Potete scegliere i taxi privati (ma costano molto), i taxi collettivi oppure i pullman. Noi abbiamo scelto quest’ultimi, prenotando direttamente i biglietti dall’Italia sul sito della compagnia Viazul (oltre a questa ci sono anche la Transgaviota o la Transtur), con cui ci siamo trovati abbastanza bene, a parte per l’aria condizionata a palla – portatevi sempre una felpa! -. Tuttavia col senno di poi abbiamo capito che sarebbe stato meglio viaggiare con i taxi collettivi: la differenza di prezzo non è poi così alta, i viaggi durano di meno – anche perché non ci si ferma a pranzo dove dice l’autista del pullman – e infine conosci un sacco di persone. Certo i taxi collettivi si devono prenotare in loco ma non è affatto difficile trovarli.

Soldi: a Cuba esistono due valute parallele, il CUC o Peso Convertibile (dedicata ai turisti) il cui valore è ancorato al dollaro (1CUC = 1$) e il CUP, o Peso Cubano / Moneda Nacional (dedicata ai residenti), il cui valore è 1/25 di CUC. La regola è che se su una faccia della banconota o della moneta c’è un monumento, allora stiamo parlando dei CUC; se altrimenti è presente un volto si tratta di CUP. Sulle banconote, inoltre, è scritto in maniera evidente “PESOS CONVERTIBLES”. Considerato che il POS per effettuare pagamenti elettronici ha una diffusione pressoché nulla, è necessario munirsi di una buona quantità di valuta locale in contanti. Per farlo esistono due possibilità: effettuare un ritiro presso un cajero automático, pagando una commissione sull’operazione oltre che sulla conversione, oppure andando a una Cadeca – Casa de Cambio, dove è possibile effettuare la conversione di denaro (e dove è necessario essere in possesso del passaporto nonché di un po’ di pazienza per l’eventuale coda all’ingresso).

Clima: ad aprile a Cuba troverete un clima decisamente caldo (tipo agosto da noi). Abbiamo incontrato la pioggia solo una mattina a Cienfuegos e una a Cayo Santa Maria, ma in un’oretta il tempo era già migliorato; solo che per un paio di sere l’aria si era rinfrescata rendendo necessaria una giacca o un maglioncino leggero da mettere sopra gli altri vestiti. In generale si sconsiglia di partire da maggio fino a ottobre a causa della stagione delle piogge, ma so di alcune persone che pur trovandosi a Cuba in quel periodo non sono incappate in tale problema. Del resto, come ci ha detto il proprietario della nostra casa a Cienfuegos, periodo delle piogge a Cuba vuol dire che piove ogni giorno per un’ora o due.

Consigli generali: mettete sempre la protezione solare alta a mamma, anche per girare in città. Mettetevela più volte al giorno altrimenti vi scottate come è successo a una persona che conosco e che non sono assolutamente io.
A L’Avana scordatevi le scarpe aperte perché è molto più polverosa e sporca delle altre città che abbiamo visitato, ergo coi sandali vi sporchereste i piedi in men che non si dica.
Per i souvenir ricordatevi che potete riportare a casa non più di 50 sigari e 3 bottiglie di Rum a testa (ma se fai scalo agli aeroporti di Parigi o Madrid ti fanno passare al massimo una bottiglia di Rum a mano, purché sia nella busta di sicurezza e ci sia lo scontrino). I sigari è meglio comprarli nelle Case del Tabacco che troverete in ogni città (altrimenti rischiate la fregatura), mentre il Rum si può prendere nei minimarket locali chiamati tiendas, nelle Case del Ron – anche queste stanno in ogni città – oppure negli aeroporti. Ci avevano detto infatti che in quest’ultimi e negli hotel i prezzi delle bottiglie erano molto più alti, eppure nell’aeroporto di Cuba abbiamo comprato un Rum Selecciòn de Maestro che costava come quello preso in tienda. L’ultima info concerne le interazioni con i locali: prima di partire avevo letto molti siti e blog che facevano terrorismo psicologico riguardo alla “tremenda insistenza” dei cubani per venderti la qualunque per strada. Sì, è vero, in particolare a L’Avana troverete molte persone pronte a chiedervi se vi serve un taxi o altro, ma basta dirgli “No, gracias!” e loro smettono immediatamente di insistere. È esattamente come passeggiare al centro di Roma con i buttadentro dei ristoranti che provano a farvi sedere per mangiare una carbonara scotta; insomma quello che avevo letto prima della partenza mi è sembrato davvero esagerato.

Ok, abbiamo espletato la parte più noiosa. E ora via con la descrizione dei giorni a L’Avana!

L’AVANA – Giorno 1

Siamo arrivati a L’Avana alle 10 di sera dopo più di 12 ore di viaggio, quindi capirete bene che le prime ore trascorse nella capitale di Cuba sono state di natura soporifera, nonostante il jet-lag (“ehi mi sento proprio fresca e riposata, devono essere le 8 di mattina!”. Erano le 3 di notte, avevo dormito due ore). Finalmente è suonata la sveglia, e questo significava una cosa sola: esplorare la città CIBO. Avevo letto che le colazioni nelle casas particulares cubane sono un trionfo di frutta fresca e diamine se volevo tuffarmi in un piatto di lussureggianti frutti tropicali. Non sono stata delusa. Inoltre ho assaggiato il succo al mango e quello al tamarindo: così buoni che me li sogno la notte.

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Tipica colazione cubana: frutta fresca, caffè o tè, succhi di frutta, pane con marmellata e a richiesta uova, prosciutto o formaggio.

Dopo la colazione la padrona della casa ci ha fatto una breve lezione intitolata “come non farvi fregare”, peccato che ci abbia fregati lei per prima, vendendoci le card per connetterci a Internet a 2 CUC invece di 1. Era la prima volta che le acquistavamo, dunque non ci siamo resi subito conto del bagarinaggio: eppure bastava dirlo, probabilmente le avremmo acquistate lo stesso a quel prezzo per evitarci la fila all’Etecsa dove solitamente si comprano.

Dopo quest’infausto inizio, siamo usciti per girare la città, dedicandoci alla zona del centro, dove troverete il Capitolio o Campidoglio, l’hotel Inglaterra (dove è stato Hemingway – ma se andate a Cuba scoprirete presto che Hemingway ha fatto una sorta di apparizione mariana in tutte le bettole dell’isola) e il Paseo del Prado, una lunga via alberata che porta al Museo della Revoluciòn. L’ingresso al Museo è di 8 CUC, ma visitandolo non aspettatevi di capire qualcosa in più sulla rivoluzione cubana e sulle sue cause scatenanti, quanto di trovare un’autocelebrazione smaccata e tronfia che Kanye West levati. Nonostante ciò (o forse proprio grazie a questo) la visita risulta comunque istruttiva.

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Il Capitolio

Dopo ci siamo diretti verso la zona Habana Vieja, dichiarata Patrimonio Unesco. Qui troverete un giusto compendio tra L’Avana autentica e quella turistica: facciate decadenti ma variopinte, macchine d’epoca a cui ho scattato decisamente troppe foto, nonché locali iconici come Il Floridita e La Bodeguita del Medio (indovinate chi era solito frequentare quest’ultimo?), dove non siamo entrati perché c’era troppa fila e insomma, i daiquiri o i mojito si trovano altrettanto buoni anche in altri posti e soprattutto a un prezzo minore.

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Abbiamo invece fatto tappa in tutte le piazze principali della zona, come Plaza de Armas, famosa per il mercatino di libri usati e il gigantesco albero di ceiba, Plaza Vieja, coi suoi palazzi ristrutturati e i negozi di marche famose, Plaza de San Francisco de Asís dove c’è l’omonimo convento, e infine Plaza de la Catedral che si chiama così perché effettivamente c’è una cattedrale niente male (sono critica d’arte presso me stessa).

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Dopo abbiamo visto la Chiesa Russa Ortodossa, che si trova sul lungomare non lontano da Plaza de San Francisco de Asìs, e siamo incappati in due delusioni: il Castillo de la Real Fuerza e il Centro d’arte Wifredo Lam. La visita a entrambi i luoghi costa poco ma davvero non vale la pena visitarli, c’è poco o nulla all’interno; nello specifico 4 monete d’oro più il modello di una nave nel Castillo e delle foto appiccicate con lo scotch alle pareti del Centro Wifredo Lam. Ah no, c’era anche un video (ma la tv non funzionava) e delle installazioni elettriche (ma avevano subito un guasto). Praticamente valevano il prezzo del biglietto solo per andare al bagno, perché sappiate che a Cuba dovrete andarci SEMPRE: fa caldo, molto caldo, ergo berrete come cammelli e finirete per diventare esperti di bagni cubani ad honorem. Preparate gli spicci perché solitamente in ogni toilette c’è una signora all’ingresso che li richiede: in cambio vi darà un pezzetto di carta igienica. Ma non sempre.

L’AVANA – GIORNO 2

Dopo aver ingurgitato nuovamente ingenti quantità di frutta per colazione, ci siamo diretti verso il Vedado, quartiere ricco di casette basse, coloratissime e col giardino. Detta così sembra di stare in Florida, ma tranquilli, lo spirito autentico genuino ecc. ecc. di Cuba è perfettamente presente anche qui.

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Certo poi appaiono dal nulla torri mastodontiche o hotel imponenti come il celebre Nacional (toh anche qui c’è stato Hemingway) ma il contrasto risulta interessante.

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Qua non ho molti consigli su cosa fare di preciso, basta girare un po’ e godersi la zona. Tuttavia se siete smaniosi e poco portati al vagabondaggio senza meta, non lontano dal Vedado si trova la celebre Plaza de la Revoluciòn con l’immagine di Che Guevara.

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Sulla strada verso casa siamo passati in un batter d’occhio dal comunismo al consumismo entrando in un centro commerciale cubano. Un’esperienza cacofonica e mistica che vi farà rivalutare il vostro personale concetto di “casino”.

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Esempio di centro commerciale cubano

La sera siamo stati alla Cerimonia della Cannonata (Canonazo). Inizia alle 21, ma cercate di essere lì un’oretta prima o finirete per vedere la cerimonia dai cellulari delle persone davanti come ho fatto io. La mattina dopo abbiamo lasciato L’Avana per Cienfuegos, ma non prima di esserci nuovamente rimpinzati di frutta.

L’AVANA: DOVE MANGIARE

Hanoi: nonostante si trovi in pieno centro, il ristorante è un vero e proprio rifugio dal caos dell’Avana. Certo, dovete amare le canzoni stile Besame mucho dal vivo, ma vi assicuro che dopo un po’ che vi trovate a Cuba ci fate il callo (alla musica reggaeton no invece). Comunque sia il cibo buonissimo compensa tutto, così come i mojitos spettacolari ad appena 2 CUC. Eravamo in quattro e abbiamo speso solo 68 CUC in tutto, il che non è niente male considerando gli svariati mojitos e daiquiri (ehm), le grigliate di pesce e le frittelle di malanga (una specie di patata) che abbiamo preso.

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L’interno di Hanoi

La Concordia: vi consiglio di andare in questo ristorante nel Barrio Chino di sera, in modo da mangiare sulla loro terrazza panoramica. Abbiamo preso maiale con ananas (la cucina cubana presenta alcune somiglianze con quella cinese. Una volta ho anche preso del riso fritto il cui sapore ricordava quello cantonese) e la mia adorata ropa vieja, piatto consistente in straccetti di agnello o manzo con una salsa di pomodori, peperoni, cumino – a Cuba vanno pazzi per il cumino – e altre spezie. I prezzi sono medio-bassi.

La Guarida: questo ristorante è tra i più noti di Cuba e si trova proprio di fronte a La Concordia (poverini, devono fronteggiare un rivale mica da poco). È più blasonato e costoso della media dei locali cubani, ma vale davvero la pena andarci. Anche qui infatti c’è una bella vista sulla città, gli interni sono Instagram Approved così come il cibo, che è anche buono da morire. Mi azzardo a dire delle parole forti, preparatevi: e cioè che alla Guarida ho mangiato la migliore ropa vieja e il miglior tortino al cioccolato della mia vita. Per quanto riguarda le bevande abbiamo preso un Ron Collins (cocktail a base di rum, lime e zucchero) e un Mojito ottimi.

 

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La sobria entrata del ristorante La Guarida

Nely’s Burger: questo locale stava proprio dietro alla nostra casa particular e ne abbiamo approfittato più volte per fare un pasto veloce, saporito e a poco prezzo. Come suggerisce il nome, nel locale troverete diverse tipologie di panini ma anche piatti più elaborati (ropa! vieja!), il tutto in una cornice che ricorda quella dei diner americani. Inoltre fanno un favoloso succo alla guayaba (frutto dal colore rosa e ricco di vitamina C) e i ragazzi che lo gestiscono sono simpaticissimi.

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Succo di guayaba ti amoooo

Per mangiare qualcosa ancora più al volo potete invece arrangiarvi con una pizzetta al formaggio e una bevanda fresca in uno dei tantissimi ristori lungo la strada. Queste botteghe sono ricavate dagli affacci delle abitazioni sulle vie e tengono in bella vista una tabella dei prezzi (in CUP) dei prodotti che offrono, quindi mangiare qualcosa qui vuol dire spendere davvero pochissimo (in ogni caso, per ragioni igieniche, è consigliabile consumare pietanze cotte al momento quali le pizze o le tortillas). Infatti la valuta più utilizzata durante il soggiorno è certamente quella convertibile, ma possedere della moneta nazionale può consentirvi di effettuare acquisti negli esercizi frequentati solitamente dai cubani, risparmiando parecchio. Allo stesso modo del cibo, avere pesos cubani consente di rifornirsi nei mercati e nei negozi che praticano prezzi “locali”.

 

Il diario di viaggio continua al prossimo post con i consigli su Cienfuegos, Trinidad e Santa Clara!

 

 

 

 

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