Brutte abitudini e come eliminarle: lo skin picking e la mia beauty routine

Ho scritto skin picking perché era più accattivante rispetto a “dermatillomania”, il termine scientifico che indica la tendenza a provocarsi delle lesioni cutanee, o rispetto a “sono una cretina e spesso mi stuzzico i brufoli sul viso”.

Già, ho questo vizio sin dall’adolescenza. Siccome da teenager mettevo le gonne di jeans con i leggins sotto e usavo l’ombretto verde, ho pensato: “Ehi! Perché non aggiungere un’altra fonte di imbarazzo?”. A parte gli scherzi, penso di aver cominciato essenzialmente perché sono un’ansiosa e come tutti gli ansiosi ho bisogno di una valvola di sfogo.

Ma non si trattava solo di questo; infatti lo skin picking negli anni è diventato un atto che compievo quasi senza pensarci, talvolta perché spinta dalla noia. E, nonostante vedessi la mia pelle peggiorare sempre di più (causandomi non poca vergogna: non uscivo mai di casa struccata), non avevo realmente preso coscienza di quello che facevo fino a un anno fa circa, quando ho letto un articolo di Freeda sullo skin picking (ironico che l’aiuto mi sia arrivato da un magazine che detesto allegramente). Leggere nero su bianco che anche altre persone erano alle prese con un problema come il mio, e soprattutto che lo chiamavano problema, mi ha aperto gli occhi. E fatto subito dire: da domani cambia tutto! Non mi toccherò più i brufoli! Ho sempre avuto una discreta forza di volontà, ce la posso fare!

Non ce l’ho fatta.

Altra epifania: ho capito il meccanismo delle dipendenze. Ho capito quando mio padre diceva di non riuscire a smettere di fumare, perché nemmeno io riuscivo a smettere di sfogarmi sul viso. Al massimo lasciavo in pace i brufoli per un paio di giorni per poi ricominciare da capo: era semplicemente più forte di me. La qual cosa mi indispettiva moltissimo, perché di solito ho più autocontrollo. Poi, per fortuna, è arrivata l’illuminazione: eliminiamo il problema alla radice! No, non ho iniziato a girare con un sacchetto in testa o con le mani legate, bensì ho pensato di prendermi più cura del mio viso, così non avrei avuto più brufoli (o comunque meno brufoli) da stuzzicare. Ah! Ti ho fregato, skin picking.

Ma l’ho fregato sul serio? Adesso, dopo diversi mesi, mi sento dire di sì. La grana del viso è più uniforme perché le macchie si sono schiarite, insomma la pelle è visibilmente migliorata; tutto questo grazie a un mix di prodotti e alcuni accorgimenti che ho preso. E più la mia pelle migliora, più divento motivata. Lo ammetto, ci sono giorni in cui spuntano ancora dei brufoli (se ho mangiato male, oppure in prossimità del ciclo) o ci sono volte in cui non resisto all’antico richiamo delle sirene e cedo allo stuzzicamento, ma ormai è l’eccezione, non più la regola. E sebbene sia consapevole che c’è ancora della strada da fare e che non possiedo certo una pelle d’alabastro, non mi vergogno più così tanto del mio viso, ad esempio ieri – tenetevi forte – sono andata al cinema completamente struccata.

E adesso passiamo alle cose più interessanti, ovvero la mia personale clinica della vellessa (per dirla alla Valeria Mazza nello spot Clinians) anti skin picking.

CONSIGLI PRATICI

Copri il brufolo e non ci pensi piùùùù

Sì, la pelle deve respirare, lo so, ma a volte quando la tentazione è forte e la mia carne debole, metto un cerotto sopra il brufolo interessato e via. Oppure ne approfitto per fare una maschera per il viso, così prendo due piccioni con una fava: copro il brufolo e divento ancora più bella.

Pulite i pennelli per il trucco per l’amor di dio

I pennelli, questi maledetti aggeggi che contribuiscono a renderci ancora più belle e allo stesso tempo portano con sé tanti germi colpevoli di generare i brufoli. Fortunatamente basta lavarli con un po’ di acqua e sapone per scongiurare il pericolo: i pennelli che vanno a contatto con le polveri si possono lavare anche una volta a settimana, mentre quelli usati per i prodotti cremosi sarebbe d’uopo lavarli ogni santa volta. Lo so, è una rottura, ma tant’è. E se usate una spugnetta per levare le maschere dal viso come faccio io, è necessario lavare anche quella ogni volta.

Non soffocare la pelle sotto strati di trucco

Lungi da me demonizzare il trucco, dato che mi ha sempre aiutata ad affrontare il mondo nonostante la pelle danneggiata dalla mia idiozia. Solo che prima per nascondere le macchie sul viso pensavo di dover mettere chili di trucco, ma in realtà ho scoperto che “più copri meno copri”: il trucco eccessivo si scioglie prima, o tende a “cristallizzarsi” intorno alle aree più problematiche, mettendole in evidenza invece di nasconderle.

PRODOTTI PRATICI 

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*Disclaimer*: la mia pelle è grassa e con delle macchie, pertanto ho usato prodotti adeguati a questa tipologia. In due parole, io mi ci trovo bene e ho ottenuto dei risultati concreti, ma non posso assicurare che sia lo stesso per tutti. Infine non sono particolarmente attenta all’INCI, ma mi sembra che i prodotti che uso siano piuttosto ok in questo senso – la professionalità che trasuda da queste parole -. *Fine disclaimer*

Diciamo che il mio approccio alla beauty routine si può definire “la skincare coreana senza tutti quegli sbattimenti”. Per chi non lo sapesse, la skincare coreana consiste in un rituale stratificato e composto da 10 step, il che cozza con il mio motto “mi sforzo ma non troppo”.

Dunque ecco la mia routine semplificata (uguale per la mattina e la notte, a parte per i prodotti The Ordinary che uso solo di sera): sul viso umido applico il detergente dell’Erboristica, che risulta sia cremoso che schiumogeno (lo trovo da Acqua e Sapone, aka il mio posto felice), ovvero un mix perfetto per la mia pelle grassa: la schiuma del detergente leva il sebo in eccesso, ma la componente cremosa fa sì che non sparisca del tutto. Infatti se togliamo troppo sebo, la pelle si sentirà smarrita e confusa, producendone come risposta ancora di più. Stupida pelle. Avevo anche provato il burro struccante della Lush al posto del detergente, ma per toglierlo ci vorrebbe la cazzuola piuttosto che l’acqua.

Poi passo un po’ di acqua micellare Robert’s (Acqua e Sapone) per levare il trucco sugli occhi o nelle zone assurde in cui finisce (tipo dietro le orecchie. Non capisco, là non metto il trucco, come ci arriva?) e spruzzo a mò di tonico l’acqua termale Avène (farmacia e alcuni supermercati), che uso anche come fissante per il trucco dato che leva la patina polverosa del fondotinta. Prediligo l’acqua termale perché a differenza dei tonici non contiene alcol (che non va bene per le pelli grasse) e inoltre rende l’incarnato – come sono professionale – più luminoso. D’estate poi rinfresca un botto – non sono più professionale -.

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Dopo metto uno dei miei amatissimi sieri The Ordinary (si trovano sull’omonimo sito Internet e su Amazon): una sera applico l’Alpha Arbutin, che riduce l’aspetto delle macchie, mentre la sera dopo metto la Niacinamide, che ha invece una funzione anti-sebo e anti-imperfezioni. Sono molto carini perché sembra di giocare al piccolo chimico, dato il packaging professionale. Ma siccome oltre alla forma c’è di più, mi urge specificare che sono tra i prodotti più efficaci che abbia mai provato. Dopo i sieri via al contorno occhi illuminante della Lavera (NaturaSì), che attenzione bisogna mettere non solo nella zona occhiaie ma anche in quella che va verso le tempie, dato che è lì che si potrebbero formare le zampe di gallina.

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L’ultimo step è la crema idratante dell’Erboristica (Acqua e Sapone) con funzione seboequilibrante.

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Ho deciso di provare la crema dell’Erboristica perché mi piaceva il detergente della stessa marca, ma finora non mi ha fatto innamorare dato che non si assorbe benissimo. Altre creme testate: quella della Omia (supermercati, Acqua e Sapone), ok anche se un po’ troppo corposa per i miei gusti, e quella della Lavera (NaturaSì), finora la migliore mai provata perché idrata senza ungere. Infine due volte a settimana faccio una maschera, sto finendo una sempre dell’Erboristica purificante e idratante (Acqua e Sapone; non metto la foto perché l’ho sforbiciata a metà in modo da prelevare tutto il prodotto) con cui mi sono trovata bene. Dopo proverò la celebre Mint Julep all’argilla verde (Amazon), vediamo se è così buona.

Ovviamente poi ci sono i consigli “grazie arcà”: bevete tanto, mangiate bene, struccatevi ogni sera che altrimenti vengono i brufoli e le rughe, mettete la crema idratante anche sul collo (molta gente si scorda del collo, poverino) altrimenti indovinate? Anche lì arrivano le maledette rughe e i maledetti brufolaaarrgh. Insomma, sono fan del proverbio “prevenire è meglio che curare”, nel caso non si fosse capito!

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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