Letture da ombrellone… ma dignitose

Non penso di suonare particolarmente snob se dico che le cosiddette “letture da ombrellone” di solito sono delle ciofeche. Young adults con spruzzate distopiche o protagonisti morenti, thriller i cui titoli prevedono una esponente del sesso femminile che fa qualcosa o sta da qualche parte (“La ragazza del treno”, “La donna alla finestra”), un Paulo Coelho a caso, romanzi rosa le cui copertine mostrano corpi avvinghiati e recitano frasi come: “Lui voleva lei a tutti i costi”.

Non sono libri brutti perché leggeri; sono brutti e basta. La leggerezza per me ha infatti un’accezione positiva, come quella che connota i 4 libri che consiglio oggi: scorrevoli, lievi ma non superficiali, e peraltro brevi. Che il volumone piazzato sulla pancia mentre si sta sul lettino ad abbronzarsi non è proprio l’ideale – e i libri brevi occupano pure poco spazio in valigia, toh -.

 

ROMANZO ROSA di Stefania Bertola

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Ma come, prima critichi i romanzi rosa e poi ce ne consigli uno che addirittura si intitola così? No, non sono una banderuola amici, tutt’altro: infatti il libro della Bertola si prende gioco con inusitata grazia e arguzia degli stilemi tipici degli Harmony, usando come espediente il corso “Come scrivere un romanzo rosa in una settimana” frequentato dalla protagonista Olimpia.

Romanzo rosa scorre via che è un piacere tra una sghignazzata e l’altra, nonostante abbia cercato di centellinarlo il più possibile, dato che in primis mi stava piacendo da matti e non intendevo finirlo subito, infine stavo in vacanza a Cuba e oltre a questo avevo solo un altro libro. Anche nel caso non vi troviate a Cuba vi consiglio comunque di gustarvelo con calma, come fa Olimpia con la sua prediletta combo cappuccino + cornetto al bar.

 

SE TU LO VUOI di Valeria Fioretta


Anche Se tu lo vuoi è un romanzo rosa, sebbene il suo “rosa” non sia quello degli Harmony ma più quello delle commedie scritte da Nora Ephron (Harry ti presento Sally, per dirne una). Del resto già sapevo, essendo un’assidua lettrice del suo blog Gynepraio, che anche Valeria Fioretta sforna analisi mirabilmente incisive e spesso divertenti riguardo ai rapporti interpersonali. Ed è stato piacevole ritrovare quest’elemento, illuminante come sempre, sotto forma di romanzo – infatti ho sottolineato selvaggiamente molti passaggi* -.

In Se tu lo vuoi la protagonista Margherita viene lasciata dall’apatico Gabriele dopo sei mesi di relazione, lasciandole come souvenir la sua stessa apatia, tanto che Margherita non ha nessuna voglia di partire per le vacanze estive che di solito brama come il suo amato Estathé. Ma se ci si imbatte in personaggi come la giovane Elisabetta e lo scorbutico-ma-neanche-troppo Ettore, Torino d’estate non risulta poi così male (anzi, è descritta in maniera talmente suggestiva che mi è venuta una gran voglia di tornarci).

*Il libro non è stato maltrattato; di fatto, l’ho letto e sottolineato sul Kindle.


LA CERIMONIA DEL MASSAGGIO di Alan Bennett

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Come dicevo in questo post, Alan Bennett è un maestro nel dipanare intrecci bizzarri conditi da uno humour inglese tanto flemmatico quanto tagliente. In una parola, la cifra primaria dello stile Bennettiano è l’imprevedibilità, sia nelle battute che nella storia in sé, e anche La cerimonia del massaggio non fa eccezione: noi lettori ci ritroviamo catapultati in un funerale che da sobrio e compassato si trasforma in un trionfo di assurdità. Del resto il compianto era un massaggiatore che aveva intrattenuto relazioni “speciali” con la stragrande maggioranza dei partecipanti. Una lettura lampo ma decisamente spassosa.

 

UN DELITTO INGLESE di Cyril Hare

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Continuando sulla scia “Inglesi sussiegosi che si trovano chiusi in un luogo e danno mostra della loro vera natura” (autorità in materia come la scrittrice Agatha Christie, il regista Robert Altman e altri ancora hanno già magistralmente esplorato tale genere), non posso non citare Un delitto inglese. Qui abbiamo un morto assassinato in un’antica dimora inglese, una manciata di sospettati bloccati dalla neve, l’immancabile maggiordomo!, insomma, come dice il titolo stesso ci troviamo di fronte a una declinazione alquanto tipica del giallo albionico. Piacerà in particolar modo ai nostalgici di Poirot.

 

 

 

 

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