The Terror, la recensione

Ultimamente mi sono scoperta più audace: dopo aver visto Il miracolo, di cui ho parlato qui, sono passata a un’altra serie dai toni ancora più marcatamente horror, ovvero The Terror.

La serie in 10 puntate è disponibile su Amazon Prime Video, sebbene nasca come creatura di AMC, il canale che ha sfornato prodotti sensazionali come Breaking Bad e Mad Men. Questo fattore, insieme alle ottime critiche che ho letto in giro, ha contribuito a farmi iniziare The Terror nonostante sia una pavida suggestionabile. La storia, infatti, è tutt’altro che spensierata: racconta di una spedizione realmente avvenuta nel 1845, quando le due navi Erebus e Terror della Royal Navy partirono alla volta dell’Artide per cercare il passaggio a nord-ovest. Ovviamente faceva un freddo porco, il ghiaccio le ha bloccate e diciamo che l’equipaggio non è rimasto zen; se poi ci mettiamo alle loro calcagna anche una bestia mastodontica e assetata di sangue che mastino di Baskerville non sei nessuno, nonché allucinazioni e provviste che scarseggiano, otteniamo un quadro della situazione piuttosto scoraggiante.

Come scoraggiante è la visione stessa di The Terror, del resto. Questa sua caratteristica è un’arma a doppio taglio, in quanto sfida costantemente lo spettatore a resistere nonostante il ritmo lento e il mix di repulsione/scoramento che pervade quasi ogni scena… ma al contempo tutto ciò risulta funzionale alle fruizione della serie, dato che proviamo le stesse sensazioni dei marinai intrappolati tra i ghiacci. Non ci sono mezze misure, dunque: The Terror o la si abbandona sfiancati dalla noia, o la si continua a seguire come ipnotizzati. A me è successa la seconda cosa.

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Sarà che la serie mi è piaciuta pure perché negli ultimi tempi – oltre a essere più audace – ho sviluppato una passione per il genere avventuroso; ho visto infatti i film The queen of the Desert e Civiltà perduta, apprezzando in particolare quest’ultimo, incentrato sull’infruttuosa ricerca di un’antica città dell’Amazzonia. E in The Terror si ritrovano molti degli stessi temi del film, tra cui l’ostinata volontà di arrivare dove nessun altro occidentale è arrivato prima, la sopravvivenza in un ambiente ostile, la lucida disperazione. Entrambi i prodotti esercitano un fascino d’altri tempi, dai toni epici e magnetici, aiutati in questo anche dai paesaggi in cui sono ambientati. Ma non nutrono solo gli occhi; in particolare The Terror mette magistralmente in scena le infinite sfumature dei rapporti umani, molti dei quali sono tesi ancor prima di partire, figuriamoci cosa possono diventare una volta logorati dalla paura e dalla fame (altra situazione in cui mi sono immedesimata con facilità, anche io quando sono affamata divento poco piacevole).

Più di tutto mi ha colpito la rappresentazione del tema dell’inadeguatezza: al comando della spedizione, infatti, vi è un deficiente incompetente come il capitano Sir John Franklin (Ciaràn Hinds), che non dà mai retta alle ottime ragioni del suo vice Francis Crozier (Jared Harris), un patatone eroico il quale non si trova al posto del primo a causa di insensati giochi di potere. Inutile dire che la tensione tra i due si taglia con il coltello (anche per via di motivi amorosi); ma il vero climax sarà raggiunto quando il marinaio Cornelius Hickey (Adam Nagaitis) tenterà di attuare un ammutinamento.


Hickey, infatti, ritiene che tanto chiunque possa fare il capitano se ne ha l’occasione, basta essere motivato, onesto e avere qualcuno dalla tua parte (ogni riferimento a figure governative non è puramente casuale). Ecco perché The Terror risulta una serie horror: perché al di là delle forze soprannaturali, degli assassinii, dello splatter, ci mostra la cosa più paurosa di tutte, ovvero le conseguenze della mediocrità al potere.

 

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