Passione podcast

Il primo podcast della vita non si scorda mai: per me è stato il pluriapprezzato Veleno, un’audio inchiesta a cura di Pablo Trincia di cui ho parlato diffusamente in questo post. Da lì a diventare dipendente dai podcast il passo è stato breve, complice il tempo – fin troppo, per i miei gusti – che ho iniziato a passare sui mezzi romani, durante il quale ho perlomeno scoperto e apprezzato i podcast di cui vi parlo qui sotto.

 

Morgana

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Fonte: storielibere.fm

Si tratta di un podcast scritto da Chiara Tagliaferri e Michela Murgia, che è anche la voce narrante di tutti gli episodi incentrati su donne famose e fuori dagli schemi, come è del resto lo stesso podcast.  Ad esempio, molte delle figure analizzate non sono quelle che ci aspetteremo: accanto a una più “scontata” Madonna – perdonami, Maddy – troviamo Caterina da Siena o Shirley Temple, le cui storie oltre a essere già coinvolgenti di loro (voglio dire, Caterina da Siena è stata la spin doctor di papa Gregorio XI) vengono anche raccontate in maniera appassionante.

I testi delle due autrici risultano infatti frizzanti e lontani da uno stile enciclopedico, tanto più che in ogni puntata la Murgia, oltre a narrarle, rielabora anche le vite delle sue Morgane insieme a una figura in qualche modo attinente alle tematiche trattate, sebbene di primo acchito non sembrerebbe averci molto a che fare. Come nella puntata dedicata a Cher, una delle mie preferite, in cui interviene l’esperto di fantasy e letteratura fantastica Edoardo Rialti. Per scoprire il perché di questo collegamento, non vi resta che ascoltare Morgana!

Dove trovare il podcast: su storielibere.fm o su Spotify.

 

Fred

Fred
Fonte: PodcastMania

Un altro podcast sulla falsariga di Morgana è Fred, realizzato da Michele Dalai insieme a Danilo Di Termini e Guido Bertolotti: anche in questo caso, la differenza la fa non tanto il contenuto quanto la maniera in cui viene trasmesso agli ascoltatori.

Perché i tratti della vita di Humphrey Bogart, Rita Hayworth o Kobe Bryant sono più o meno di dominio pubblico, basta fare una breve ricerca su Google; però per me c’è differenza tra scorrere sterilmente una pagina di Wikipedia o gustarmi una bella storia raccontata da chi sa farlo con maestria. Inoltre Dalai, un po’ come la Murgia, collega gli aneddoti dei suoi personaggi a riflessioni più ampie e incisive, come nella puntata in cui parte dal coming out dell’ex rugbista Gareth Thomas per ragionare sul machismo tossico presente in sport come il rugby, appunto, o il calcio.

Dove trovare il podcast: su Audible (vi avviso che si tratta di una app a pagamento, ma potete approfittare del mese di prova gratis, come ho fatto io, per ascoltare dei contenuti che vi interessano).

 

Risciò

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Fonte: PianoP.it

Dopo aver amato follemente Da Costa a Costa di Francesco Costa, del quale ho parlato a chiunque e dovunque (anche qui!), ho deciso di dare una chance anche a Risciò, un altro podcast prodotto sempre dalla piattaforma Piano P. Non sono stata delusa, perché ho ritrovato più o meno le stesse dinamiche del viaggio fatto in America insieme a Costa, ma stavolta traslate alla Cina: anche i due autori di Risciò Giada Messetti e Simone Pieranni forniscono infatti informazioni con tono autorevolmente pop sulle iniziative e le figure chiave del governo cinese. Nonostante la lontananza geografica i due podcast di Piano P risultano complementari, e del resto, come dicono gli esperti, se il mondo un tempo poteva essere idealmente diviso nei due schieramenti Usa vs. Russia, adesso il posto di quest’ultima è stato preso dalla Cina. Se non l’avete già fatto vi consiglio perciò di ascoltare Da Costa a Costa e Risciò l’uno dopo l’altro, anche solo perché è divertente confrontare il modus operandi di Trump con quello di Xi Jinping.

L’unica nota di demerito, se vogliamo chiamarla così, è che ho trovato il podcast sulla Cina leggermente meno fruibile rispetto a quello di Costa (in due parole: mi dovevo concentrare più attentamente), ma forse è perché sono accecata dall’affetto che provo nei confronti di quest’ultimo. O magari sono un po’ scema io, non so, mi direte voi in caso ascoltiate il podcast di Messetti e Pieranni.

Dove trovare il podcast: su Piano P, su Spotify.

 

La piena

PodcastMania
Fonte: PodcastMania

Il podcast La piena mi ha coinvolto più di tante serie TV che ho visto negli ultimi tempi. Anzi, mi chiedo perché non ne sia già stata tratta una serie, oppure un film. Oddio, forse da un lato è meglio così, perché già me la vedo la Rai che affida il ruolo di Franciosi (il protagonista dell’audioracconto) a Beppe Fiorello, a cui farebbe sicuramente pronunciare ghirigori retorici come: “La mia anima è divisa dal senso del dovere verso la mia famiglia e quello verso la giustizia, Cristo santo”.

Di fatto la vicenda di Gianfranco Franciosi non necessita di orpelli per essere raccontata, dato che risulta sbalorditiva già di suo: non è mica roba da tutti i giorni passare da meccanico navale a primo infiltrato civile nel narcotraffico spagnolo-colombiano. Si tratta di una storia adrenalinica, in cui sembra di scorgere situazioni già note per averle viste tante volte sul grande e piccolo schermo. Avete presente il genere, no? Fiumi di droga, iniziazioni, lealtà a boss deliranti. Beh, ne La piena c’è tutto questo, solo che è reale. E, come in tutti le migliori storie del genere, abbiamo un eroe un po’ ambiguo: no, Franciosi non viene catturato dal magico mondo della droga, ma sicuramente agisce spinto anche da vanità e non solo dal senso di giustizia di cui parlerebbe Beppe Fiorello in un’ipotetica fiction. Ma vi dirò che questo suo tratto ha contribuito a rendermelo ancora più simpatico.

Dove trovare il podcast: su Audible.

 

Il caso non è chiuso

Il caso non è chiuso
Fonte: Storytel.com

Ho approfittato delle due settimane di prova gratuita su Storytel solo per ascoltare il podcast Il caso non è chiuso del giornalista Carmelo Abbate, nel quale sono state affrontate finora le vicende di cronaca riguardanti Yara Gambirasio e Marco Vannini.

Il titolo in realtà potrebbe risultare un po’ ingannevole, in quanto non dovete aspettarvi rivelazioni sconvolgenti atte a ribaltare ciò che sappiamo di questi casi. Tuttavia, a meno che non foste già esperti al riguardo, la conoscenza del contesto in cui sono avvenute le morti di Yara e Marco viene davvero corretta dalla ricostruzione precisa di Abbate, il cui studio degli incartamenti processuali porta a un racconto finalmente privo degli inquinamenti sensazionalistici a cui ci hanno abituato altri media. È stato strano seguire questo podcast, perché da un lato mi sentivo “appagata” nell’approfondire dei fatti che, grazie al resoconto a tutto tondo di Abbate, rendono giustizia alle vittime e alle loro famiglie. D’altra parte, però, la soddisfazione di conoscerla meglio non cambia di certo la storia, perché permane la rabbia per le morti di Yara e Marco; tanto più che nel caso di Vannini il suo assassino non ha ricevuto la pena adeguata al crimine commesso.

Dove trovare il podcast: su Storytel.

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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