Parigi insolita

“Un forestiero farà una gran fatica a penetrare il ritmo della nostra città montagnosa, a intuire il segreto dei veri e propri villaggi che si nascondono sulla cima di Montmartre, Montparnasse, Montsouris e di altri poggi ostili ai ciclisti. Non c’è un segreto di Parigi, una Parigi segreta. Ce ne sono mille“.

Caro Jean Cocteau, hai ragione sulla personalità multiforme di Parigi. Però, pur essendo una forestiera, sono comunque riuscita a scoprire diversi segreti della Ville Lumière: e quindi beccati – anzi, beccatevi! – quest’elenco.


La grande moschea di Parigi + la parte nascosta del Jardin des plantes

Voglio così bene a Parigi che apprezzo anche le sue zone più sfacciatamente turistiche, un po’ come quando sei innamorato di qualcuno e chiudi un occhio sui suoi difetti. Ma questo non vuol dire che ogni tanto non ti venga voglia di strozzarlo: quindi meno male che vicino al chiassoso quartiere Latino sorga un’oasi di pace come la Grande Moschea di Parigi, la seconda per grandezza in Europa e la più grande in Francia.

La grande moschea di Parigi
La Grande Moschea di Parigi

L’ingresso costa 3 euro, un prezzo ridicolo considerato che siamo sempre nella costosa Parigi, e permette di visitare parte dell’interno (perché la sala dedicata alla preghiera si può vedere solo da fuori) insieme ai giardini. La vista vi rinfrancherà lo spirito, ma poiché siamo anche creature profondamente terrene, sappiate che in giro ci sono diversi distributori d’acqua dove soddisfare la sete a gratis; inoltre è obbligatoria una puntatina al Café della Moschea per un tè alla menta e dei dolcetti strepitosi. Se avete proprio un gran bisogno di relax so che c’è anche l’hammam, ma non ho avuto modo di provarlo. Un’ultima info: io avevo messo una gonna lunga e un maglioncino per coprire gambe e braccia, ma in caso ne siate sprovvisti all’ingresso vi forniranno gratuitamente dei teli colorati atti allo scopo.

Moschea di Parigi
Ciao dolcetti mi mancate

Accanto alla Moschea si trova anche uno dei molti polmoni verdi di Parigi, il Jardin des Plantes, meno noto rispetto ai giardini des Tuileries e du Luxembourg ma altrettanto rilassante. La sua vera gemma, però, è ancora più nascosta: si tratta del Jardin Alpin, al quale si accede tramite un sottopassaggio apparentemente losco che però vi catapulterà in un angolo ombroso e tranquillo, in cui la parola d’ordine è indolenza. Lasciatevi cadere su una panchina e cercate su internet un ristorante per la cena come ho fatto io: è stato un momento perfetto.

Jardin Alpin
Jardin Alpin

Il verde di Parigi: le passeggiate che non ti aspetti

Uno dei motivi per cui amo Parigi è che in ogni angolo c’è una zona immersa nel verde. Ad esempio, non lontano dalla trafficata Gare du Lyon potete trovare la Promenade Plantèè, una sorta di parco sopraelevato che sorge al posto di una linea ferroviaria ormai dismessa.

Promenade Plantèè
Promenade Plantèè

Se avete visto il film Before sunset lo riconoscerete perché è il posto in cui passeggiano i protagonisti Jesse e Celine, parlando a vanvera mentre fingono di non voler limonare come se non ci fosse un domani. Là vicino c’è anche la Notting Hill parigina, ovvero Rue Cremieux: vi consiglio di farci un salto rapidissimo e silenzioso, perché ho letto che i residenti presto la faranno chiudere a causa dei troppi turisti.

Rue Cremieux
Rue Cremieux

I parigini comunque ce l’hanno col voler ridare nuova vita ai tratti ferroviari in disuso: anche la Petite Ceinture è esattamente questo, anche se non è sopraelevata per tutta la sua lunghezza come la Promenade. Il punto più suggestivo si trova all’interno del parco Montsouris, ma è possibile ammirarne un tratto anche passeggiando nella zona di Alésia Montparnasse. Altrimenti se siete proprio intenzionati a percorrerla potete accedere all’entrata di fronte a rue Olivier de Serres 99.

Petite Ceinture
Petite Ceinture

Per finire il giro degli angoli verdi che non ti aspetti a Parigi, vi consiglio di fare un salto anche all’Île Saint Germain: si trova leggermente fuori mano rispetto al centro, ma questo dettaglio non fa che accrescere la piacevole sensazione, una volta arrivati, di trovarsi in aperta campagna. Si tratta di un’isola sulla Senna dove sorge un parco idilliaco con prati a perdita d’occhio, giardini selvatici con piante locali e percorsi più curati dove passeggiare o correre. C’è persino una scuderia di pony, ma cosa volete di più.

Ile saint germain
Île Saint Germain

Chinatown + Butte aux Cailles 

Se volete vedere in breve un concentrato delle diverse personalità della Ville Lumière, allora questo giro fa decisamente per voi: partite dalla Chinatown parigina, dove il pezzo forte riguarda le varie rosticcerie tipiche in cui oltre ai piatti esposti si può chiedere anche un banh mi, ossia un panino farcito con carne, limone e spezie. Dopo mangiato ci vuole poco per arrivare a Butte aux Cailles, che chiamare quartiere è riduttivo; ricorda infatti più un villaggio all’antica, costituito com’è da stradine tortuose, taverne e case che sembrano sbucare direttamente da libri illustrati (ma a sorpresa ci sono anche diversi graffiti interessanti!). Vanno menzionate in particolare quelle che costituiscono la Petite Alsace, un complesso di casette il cui stile ricorda ovviamente l’Alsazia, e quelle della Petite Russie, le cui villette a schiera invece non hanno nulla a che fare con l’architettura russa (l’insieme si chiama così perché fu costruito per gli impiegati di una compagnia di taxi, i quali erano per la maggior parte di origine russa).

Nota: purtroppo non ho foto della zona perché ho fatto questo giro nel lontano 2014 e nel frattempo le ho perse.

La zona di Passy e l’Île aux Cygnes

Vicino alla Torre Eiffel sorge il quartiere-villaggio di Passy, zona ormai residenziale che però conserva ancora qualche tratto del passato. Ad esempio potete iniziare il giro ammirando il Castel Béranger, edificio in stile Art Noveau la cui facciata formidabile gli valse il primo premio a un concorso.

Castel Béranger
Castel Bèranger

Purtroppo essendo un palazzo abitato non si può entrare all’interno, ma potete rimediare alla voglia di ficcanasare in giro visitando la vicina Maison de Balzac, dove il celebre scrittore visse e lavorò a molti dei suoi libri. L’ingresso è gratuito, la casa deliziosa, e soprattutto dal giardino si gode di una vista nient’affatto scontata sulla Torre Eiffel (hai capito Balzac! Anche se ai suoi tempi la Torre non era ancora nata, lo scrittore ci aveva visto giusto riguardo alla posizione della casa).

Maison Balzac
Maison Balzac

Sotto la Maison de Balzac passa inoltre Rue Berton, una via strettina ma piacevole da percorrere, dato che finisce sulla Senna. Una volta raggiunto il fiume potete dirigervi all’Île aux Cygnes, una lunga “striscia d’isola” disseminata di alberi e panchine su cui rilassarsi dopo la camminata.

Ile aux cygnes
Île aux Cygnes

Esatto, non sono riuscita a resistere e ho dovuto inserire un altro di quegli angoli verdi e inaspettati con cui vi ho già rotto le scatole sopra. Ma che ci posso fare se Parigi è fatta così? Io non sono che un’umile serva al suo cospetto, cantora delle sue mille meraviglie, verdi e non, in codesto blog.

 

 

 

 

 

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